IronIA, pagina Facebook, 25 09 2026
𝐍𝐔𝐎𝐕𝐎 𝐀𝐄𝐑𝐎𝐏𝐎𝐑𝐓𝐎 𝐈𝐍 𝐒𝐈𝐂𝐈𝐋𝐈𝐀?
𝐋𝐄 𝐈𝐏𝐎𝐓𝐄𝐒𝐈 𝐒𝐎𝐍𝐎 𝐀𝐋𝐌𝐄𝐍𝐎 𝐒𝐄𝐈. 𝐌𝐀 𝐍𝐎𝐍 𝐒𝐎𝐍𝐎 𝐓𝐔𝐓𝐓𝐄 𝐀𝐋𝐋𝐎 𝐒𝐓𝐄𝐒𝐒𝐎 𝐏𝐔𝐍𝐓𝐎
L’estate 2026 ha rimesso sul tavolo una domanda che ormai è difficile liquidare come semplice esercizio teorico:
𝐩𝐮ò 𝐥𝐚 𝐒𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚 𝐨𝐫𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨-𝐦𝐞𝐫𝐢𝐝𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐚 𝐂𝐚𝐭𝐚𝐧𝐢𝐚?
Fontanarossa resta uno degli aeroporti più importanti d’Italia e continuerà ad avere un ruolo centrale.
Ma le ripetute crisi provocate dalla cenere dell’Etna hanno mostrato con particolare evidenza i suoi 𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐢 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐥𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚.
Nel nostro dossier abbiamo contato, con criteri prudenziali, 𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐨 𝟐.𝟐𝟔𝟗 𝐯𝐨𝐥𝐢 𝐜𝐚𝐧𝐜𝐞𝐥𝐥𝐚𝐭𝐢, 𝐝𝐢𝐫𝐨𝐭𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐨 𝐫𝐢𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚𝐭𝐢 𝐭𝐫𝐚 𝐢𝐥 𝟓 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐞 𝐢𝐥 𝟐𝟒 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞.
Ed è un minimo documentato, non il conto definitivo dell’estate.
Nel frattempo SAC, la società che gestisce Catania e Comiso, sta procedendo verso l’ingresso di un 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚.
Quindi, mentre Fontanarossa mostra i propri limiti e contemporaneamente richiama l’interesse di grandi operatori privati, abbiamo provato a mettere in fila le alternative aeroportuali di cui oggi si parla realmente.
E sono almeno sei.
𝟏. 𝐀𝐆𝐑𝐈𝐆𝐄𝐍𝐓𝐎 – 𝐒𝐈𝐂𝐈𝐋𝐈𝐀 𝐂𝐄𝐍𝐓𝐑𝐎-𝐌𝐄𝐑𝐈𝐃𝐈𝐎𝐍𝐀𝐋𝐄
È una delle ipotesi che oggi dispone del percorso istituzionale più strutturato.
Questo non significa che l’aeroporto sia stato deciso.
E non significa che sia già finanziato.
Significa però che 𝐀𝐠𝐫𝐢𝐠𝐞𝐧𝐭𝐨 è 𝐠𝐢à 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐮𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞.
La proposta di Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035 apre infatti alla valutazione di un nuovo scalo nell’area agrigentina, subordinandolo alla verifica della domanda e della sostenibilità economico-finanziaria.
Alle spalle ci sono inoltre studi di fattibilità, interlocuzioni con ENAC e richieste di integrazioni tecniche.
Quindi Agrigento non ha ancora un aeroporto autorizzato, ma possiede un elemento che pesa molto: 𝐥’𝐚𝐠𝐠𝐚𝐧𝐜𝐢𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐞𝐫𝐨𝐩𝐨𝐫𝐭𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞.
𝟐. 𝐄𝐍𝐍𝐀 – 𝐂𝐀𝐓𝐄𝐍𝐀𝐍𝐔𝐎𝐕𝐀 / 𝐃𝐈𝐓𝐓𝐀𝐈𝐍𝐎 / 𝐂𝐄𝐍𝐓𝐔𝐑𝐈𝐏𝐄
Questa è probabilmente l’ipotesi storicamente più strutturata per un vero 𝐚𝐞𝐫𝐨𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐞.
Non nasce oggi.
Il progetto è stato inserito nella pianificazione territoriale ennese e prevedeva un vero sedime aeroportuale nell’area Catenanuova-Centuripe/Dittaino.
Si parlava di una pista di circa 𝟒.𝟎𝟎𝟎 𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢, aerostazione e funzioni logistiche.
Oggi, però, c’è una differenza enorme rispetto al momento in cui quel progetto fu concepito.
La nuova Palermo-Catania ferroviaria attraversa proprio quell’asse.
L’A19 è già lì.
Dittaino e Catenanuova diventano nodi di un corridoio ferroviario radicalmente potenziato.
Quindi una localizzazione che anni fa poteva apparire periferica oggi si troverebbe lungo uno dei principali assi infrastrutturali dell’Isola.
Il limite è un altro:
𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐞𝐧𝐧𝐞𝐬𝐞 𝐧𝐨𝐧 è 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐝𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐀𝐠𝐫𝐢𝐠𝐞𝐧𝐭𝐨.
È probabilmente una delle ipotesi più interessanti sotto il profilo della baricentricità, ma avrebbe bisogno di essere aggiornata e riportata concretamente nell’iter nazionale.
𝟑. 𝐕𝐀𝐋𝐋𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝐌𝐄𝐋𝐀 – 𝐌𝐈𝐋𝐀𝐙𝐙𝐎 / 𝐌𝐄𝐑Ì / 𝐁𝐀𝐑𝐂𝐄𝐋𝐋𝐎𝐍𝐀 𝐏𝐎𝐙𝐙𝐎 𝐃𝐈 𝐆𝐎𝐓𝐓𝐎
Questa ipotesi merita un discorso a parte.
Qui non siamo più soltanto davanti a un’idea rilanciata sulla stampa.
Il progetto dell’𝐀𝐞𝐫𝐨𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚𝐧𝐞𝐨, promosso da La Sciara Holding LTD & Partners, è stato depositato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per l’avvio dell’istruttoria relativa al project financing.
Secondo quanto dichiarato dai promotori, sono stati presentati:
studio di fattibilità
relazione ambientale
localizzazione aeroportuale
piano delle rotte
previsioni relative anche al traffico cargo
Il progetto riguarda l’area compresa tra Milazzo, Merì e Barcellona Pozzo di Gotto e punta anche sull’integrazione con porto, ferrovia e autostrada.
Quindi attenzione:
𝐢𝐥 𝐝𝐞𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞𝐪𝐮𝐢𝐯𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐚𝐞𝐫𝐨𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨.
Ma significa che, rispetto a molte altre proposte, 𝐥𝐚 𝐕𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐞𝐥𝐚 𝐡𝐚 𝐠𝐢à 𝐦𝐨𝐬𝐬𝐨 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞.
𝟒. 𝐆𝐄𝐑𝐁𝐈𝐍𝐈
È tornata d’attualità anche Gerbini, nella Piana di Catania.
L’area dell’ex base militare è stata indicata come possibile alternativa maggiormente protetta dal problema della cenere vulcanica e con caratteristiche territoriali differenti rispetto a Fontanarossa.
Gerbini ha dalla sua una posizione relativamente vicina al grande bacino catanese e la disponibilità di spazi.
Ma, allo stato attuale, siamo ancora nel campo della 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚.
Non risulta un nuovo iter aeroportuale nazionale sviluppato a un livello comparabile con Agrigento o con il project financing della Valle del Mela.
𝟓. 𝐌𝐈𝐍𝐄𝐎 – 𝐂𝐀𝐋𝐀𝐓𝐈𝐍𝐎
Anche il Calatino ha rimesso sul tavolo la propria candidatura.
L’ipotesi guarda alla grande pianura lungo la direttrice 𝐂𝐚𝐭𝐚𝐧𝐢𝐚–𝐆𝐞𝐥𝐚.
L’aspetto interessante è proprio questo: non necessariamente un aeroporto “di Mineo”, ma l’individuazione attraverso studi tecnici del punto più adatto lungo quel corridoio.
Per ora, però, siamo ancora nella sequenza:
𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 → 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭à → 𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐭𝐞𝐫 𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞.
𝟔. 𝐆𝐄𝐋𝐀 – 𝐁𝐔𝐓𝐄𝐑𝐀 – 𝐍𝐈𝐒𝐂𝐄𝐌𝐈
È forse l’ipotesi più ambiziosa sotto il profilo logistico.
Qui il ragionamento non riguarda soltanto un aeroporto.
Si parla di un sistema integrato che potrebbe comprendere:
aeroporto
porto
ferrovia
logistica e intermodalità
sistema energetico
L’area del Golfo di Gela, Marina di Butera e Niscemi viene quindi immaginata come possibile piattaforma logistica del Mediterraneo.
È una visione molto più ampia del semplice scalo passeggeri.
Ma anche qui bisogna distinguere nettamente la 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐞 da un 𝐢𝐭𝐞𝐫 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐠𝐢à 𝐚𝐯𝐯𝐢𝐚𝐭𝐨.
Oggi siamo ancora nella prima fase.
𝐐𝐔𝐀𝐋𝐈 𝐒𝐎𝐍𝐎 𝐃𝐔𝐍𝐐𝐔𝐄 𝐋𝐄 𝐈𝐏𝐎𝐓𝐄𝐒𝐈 𝐏𝐈Ù 𝐀𝐕𝐀𝐍𝐓𝐈?
Qui bisogna essere precisi.
Non c’è una sola graduatoria, perché le procedure sono diverse.
𝐀𝐆𝐑𝐈𝐆𝐄𝐍𝐓𝐎
Ha il più evidente 𝐚𝐠𝐠𝐚𝐧𝐜𝐢𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐞𝐫𝐨𝐩𝐨𝐫𝐭𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞, oltre a studi e interlocuzioni con ENAC.
𝐕𝐀𝐋𝐋𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝐌𝐄𝐋𝐀
Ha invece un 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐨 𝐠𝐢à 𝐝𝐞𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐌𝐈𝐓 per l’avvio dell’istruttoria di project financing.
𝐂𝐀𝐓𝐄𝐍𝐀𝐍𝐔𝐎𝐕𝐀 – 𝐃𝐈𝐓𝐓𝐀𝐈𝐍𝐎 – 𝐂𝐄𝐍𝐓𝐔𝐑𝐈𝐏𝐄
Ha un progetto storico molto dettagliato e oggi una posizione infrastrutturale molto più interessante grazie alla nuova ferrovia Palermo-Catania e all’A19, ma deve ancora essere riagganciato all’attuale iter nazionale.
𝐆𝐄𝐑𝐁𝐈𝐍𝐈
Ipotesi rilanciata, ma ancora nella fase della proposta.
𝐌𝐈𝐍𝐄𝐎 / 𝐂𝐀𝐋𝐀𝐓𝐈𝐍𝐎
Proposta territoriale ancora da tradurre in studi tecnici e procedure.
𝐆𝐄𝐋𝐀 / 𝐁𝐔𝐓𝐄𝐑𝐀 / 𝐍𝐈𝐒𝐂𝐄𝐌𝐈
Visione progettuale molto ambiziosa, soprattutto dal punto di vista logistico, ma ancora lontana dall’iter autorizzativo vero e proprio.
𝐔𝐍𝐀 𝐃𝐈𝐒𝐓𝐈𝐍𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐅𝐎𝐍𝐃𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐀𝐋𝐄
Dire che Agrigento e Valle del Mela sono oggi più avanti in alcuni passaggi formali 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 dire che siano necessariamente le localizzazioni tecnicamente migliori.
Sono due questioni differenti.
Per stabilire dove avrebbe davvero più senso costruire un nuovo aeroporto bisognerebbe confrontare almeno:
bacino d’utenza
meteorologia
orografia
compatibilità dello spazio aereo
collegamenti ferroviari
collegamenti autostradali
potenziale cargo
costi
impatto ambientale
domanda potenziale
possibilità di espansione futura
E proprio sotto questo profilo l’area 𝐂𝐚𝐭𝐞𝐧𝐚𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚–𝐃𝐢𝐭𝐭𝐚𝐢𝐧𝐨–𝐂𝐞𝐧𝐭𝐮𝐫𝐢𝐩𝐞 meriterebbe probabilmente un aggiornamento tecnico serio alla luce delle nuove infrastrutture ferroviarie.
𝐄 𝐂𝐀𝐓𝐀𝐍𝐈𝐀?
Catania resterà comunque un pilastro del sistema aeroportuale siciliano.
Nessuno può ignorare i suoi numeri, il bacino di traffico e il ruolo costruito da Fontanarossa negli anni.
Ma allo stesso modo è difficile ignorare ciò che l’estate 2026 ha mostrato.
La cenere dell’Etna non è un’anomalia impossibile da prevedere.
È una variabile strutturale con la quale un aeroporto collocato ai piedi di uno dei vulcani più attivi del mondo deve convivere.
Ed è proprio mentre emergono questi limiti che SAC procede verso l’ingresso di 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚 nella società che gestisce Catania e Comiso.
Nel nostro dossier abbiamo inoltre censito 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐟𝐟𝐢𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐞𝐥 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, fra i quali un incarico da 𝟏𝟔𝟒.𝟐𝟓𝟎 𝐞𝐮𝐫𝐨 per Art Direction e creazione di contenuti, oltre agli altri incarichi che stiamo ricostruendo.
Non abbiamo elementi che consentano di collegare quelle spese alle scelte sulla pianificazione aeroportuale.
Ed è corretto tenere rigorosamente separate le due questioni.
Ma, 𝐧𝐨𝐧𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐟𝐨𝐫𝐳𝐢 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, rimane un fatto molto semplice.
𝐒𝐢 𝐩𝐮ò 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚.
𝐒𝐢 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢 𝐫𝐞𝐜𝐨𝐫𝐝, 𝐢 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐠𝐞𝐫𝐢, 𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐢.
𝐋𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐮ò 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐚𝐞𝐫𝐨𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨.
𝐌𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐮ò 𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥’𝐄𝐭𝐧𝐚.
𝐄 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐮ò 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐟𝐫𝐚𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐞.
