Studio Cicero Associato
  • Studio
  • Casi Rappresentativi
  • Approfondimenti
  • Cause
  • Oltre il Diritto

Articoli recenti

  • Viaggio al termine della notte – 6

    28/02/2026
  • UIL: Catania quarta nella graduatoria del “caro-Tari”

    28/02/2026
  • Viaggio al termine della notte – 5

    27/02/2026
  • Tutti promossi (o quasi)

    20/02/2026

    UIL: Catania quarta nella graduatoria del “caro-Tari”

    Press Service in BlogSicilia, 3 II 2026

    “Catania resta tra i capoluoghi d’Italia dove la Tari pesa maggiormente. Rispetto alla media del Paese, qui i cittadini pagano 133 euro in più. Per ricevere cosa?!”

    Enza Meli, segretaria generale della Uil di Catania, commenta i dati dell’Indagine conoscitiva nazionale Uil sulla Tari che è stata diffusa oggi a cura del Servizio Politiche Fiscali e Previdenziali, diretto dal segretario confederale Santo Biondo.

    Nel dettaglio, a Catania l’importo della Tassa rifiuti 2025 ammonta a 483 euro contro i 350 del costo medio in Italia. Fra le città metropolitane colpite di più dal “caro-Tari”, è la quarta. Fanno peggio soltanto Genova, Napoli e Reggio Calabria. Decisamente meglio Palermo, 373 euro, e Messina, 315.

    Enza Meli esclama: “Non è solo la qualità del servizio e la stangata in bolletta che dovrebbero preoccupare e far correre ai ripari. Se consideriamo il reddito familiare, infatti, la Tari rappresenta un macigno più per i catanesi che per i cittadini di moltissimi altri capoluoghi dove opportunità di lavoro e di guadagno sono superiori. Oltre al danno, poi, la beffa costituita dagli aumenti di una tassa passata dai 403 euro degli anni 2020-2021, ai 475 nel 2022-2023-2024, ai 483 attuali”.

    “Noi non vogliamo puntare il dito su nessuno, ma qualcosa va fatto – aggiunge Enza Meli – Offrire un servizio di raccolta adeguato al salasso e indicare tempi certi per la riduzione del carico fiscale Tari, a noi sembra un atto dovuto. Anche questo, peraltro, potrebbe essere uno dei temi di quel confronto sui fatti che continuiamo a sollecitare al sindaco di Catania e della Città Metropolitana”.

    Enza Meli, infine, sottolinea “quanto sia vera e calzante soprattutto a Catania l’analisi fatta dal segretario confederale Uil Santo Biondo alla luce dell’Indagine conoscitiva”. Biondo ha, fra l’altro, denunciato come “una tassa concepita per coprire i costi di raccolta e smaltimento si sia trasformata in un prelievo, sempre più gravoso, scollegato dal principio di equità fiscale e dai livelli reali di servizio offerti”. “In particolare – ha continuato Biondo – le forti differenze tariffarie tra territori sono il risultato di scelte politiche sbagliate e di un sistema di gestione dei rifiuti frammentato e diseguale. Ad esempio, in molte aree, come il Mezzogiorno ma non solo, la cronica carenza di impianti di trattamento e riciclo costringe i Comuni a trasferire i rifiuti fuori territorio, generando extracosti nelle bollette di famiglie e imprese. In questo contesto, il Pnrr poteva essere un’occasione storica, ma lo stato di attuazione delle misure è ancora disomogeneo e, in molti casi, preoccupantemente lento. In tali condizioni, nessuna riforma tariffaria potrà produrre effetti reali sulla riduzione della Tari. Occorrono politiche pubbliche di lungo periodo, investimenti strutturali e una governance trasparente e partecipata”. “La gestione dei rifiuti – ha concluso il segretario nazionale Uil – non può continuare ad essere un’emergenza pagata soprattutto da chi ha meno e chiede, legittimamente bollette più eque, servizi migliori e un sistema ambientale davvero sostenibile e giusto”.

    Studio Cicero Associato

    Piazza L. Ariosto 25 – 95127 Catania

    Tel. (+39) 095 8367483

    Fax. (+39) 095 8737349

    Mobile (+39) 360 955503

    P.IVA 02036990873

    Contatti

    Email E-mail

    Facebook Facebook

    Skype cicerostudiolegalecatania

    Copyright 2017 Studio Cicero Associato - Note Legali - Credits - Agenzia Web Virgodesign