Studio Cicero Associato
  • Studio
  • Casi Rappresentativi
  • Approfondimenti
  • Cause
  • Oltre il Diritto
Home» Rassegna stampa » Per un pugno di dollari

Articoli recenti

  • Per un pugno di dollari

    27/06/2026
  • Nome in codice “Osvaldo”

    20/06/2026
  • Penalty Awards – il meglio del calcio siciliano

    19/06/2026
  • Viaggio al termine della notte – 21 (Franz Di Bella)

    19/06/2026

    Per un pugno di dollari

    Today Economia, 27 VI 2026

    TRIPLICATI I CONTROLLI SUI CONTI CORRENTI

    Verifiche antievasione di guardia di finanza e Agenzia delle entrate in deciso aumento: l’incrocio dei dati rafforza l’attività investigativa.

    Le garanzie per gli accertamenti bancari e quando possono essere invalidati

    I controlli sui conti correnti per contrastare l’evasione fiscale in Italia sono triplicati, secondo quanto emerge dalla relazione sul rendiconto generale dello Stato della Corte dei conti, l’organo che vigila sulla corretta gestione del denaro pubblico. L’attività di controllo svolta attraverso gli accertamenti ordinari ha registrato un deciso incremento nel corso del 2025. Parliamo delle verifiche “sostanziali”, diverse dai controlli automatizzati sulle dichiarazioni o sulle spese detraibili come quelle mediche, che consentono di individuare redditi occultati, omissioni dichiarative, irregolarità fiscali e pratiche elusive, favorendo il recupero delle somme dovute e rafforzando l’equità del sistema tributario.

    Nel dettaglio, nel corso dell’anno sono stati effettuati 223.647 controlli, con un aumento del 18% rispetto al 2024. Da queste attività sono emersi oltre 16,4 miliardi di euro di maggiore imposta accertata, con una crescita dell’11,4% su base annua.

    “Controlli non ancora sufficienti”

    Per la magistratura contabile si tratta di risultati che rappresentano un passo avanti, ma non sono ancora sufficienti. Considerata l’ampiezza dell’evasione, la Corte dei conti ritiene necessario aumentare ulteriormente la frequenza delle verifiche, concentrando gli sforzi soprattutto nei comparti caratterizzati da un rischio più elevato. Un obiettivo che potrà essere raggiunto sfruttando in misura crescente il patrimonio informativo già disponibile nei sistemi digitali dell’amministrazione finanziaria.

    L’incrocio dei dati rafforza l’attività investigativa: un ruolo sempre più rilevante, infatti, è svolto dall’analisi delle banche dati. L’Agenzia delle entrate può infatti confrontare le informazioni provenienti dalle fatture elettroniche, dai corrispettivi telematici e dall’anagrafe dei rapporti finanziari, costruendo profili di rischio sempre più precisi. L’introduzione degli scontrini elettronici collegati ai Pos, ad esempio, ha consentito di far emergere in pochi mesi circa 5,3 miliardi di euro di imponibile precedentemente non dichiarato, confermando l’efficacia degli strumenti digitali nella lotta all’evasione.

    Casi sospetti e sotto osservazione

    Tra le attività che hanno registrato la crescita più significativa ci sono le indagini finanziarie, attraverso le quali Agenzia delle entrate e guardia di finanza analizzano i movimenti dei conti correnti quando le valutazioni di rischio lo rendono opportuno. Nel 2025 queste verifiche sono salite a 6.566, più di tre volte il livello registrato l’anno precedente. Gli accertamenti hanno consentito di recuperare 256 milioni di euro. Pur rappresentando una quota limitata rispetto all’entità complessiva dell’evasione fiscale, questo dato evidenzia un ricorso sempre più frequente a questo tipo di controlli nei casi ritenuti maggiormente sospetti.

    In aumento sono anche i controlli rivolti ai lavoratori autonomi soggetti agli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa). Le verifiche sostanziali hanno raggiunto quota 103.449 nel 2025, con un incremento dell’11,3% rispetto all’anno precedente e del 18,1% rispetto al 2023. Malgrado la crescita, l’attività ispettiva ha interessato soltanto il 3,8% delle partite Iva complessive. L’intensità dei controlli è stata più elevata nel comparto delle costruzioni, dove ha raggiunto il 4,6%, e nelle attività di tinteggiatura e manutenzione degli edifici, ferme al 4,1%, anche per effetto dell’attenzione riservata alle frodi legate ai bonus edilizi. Sul versante opposto si collocano gli studi medici, con verifiche limitate all’1,6%, categoria che gli Isa classificano come una delle più affidabili sotto il profilo fiscale.

    Anche considerando solo i contribuenti che presentano maggiori criticità secondo gli Isa, il rapporto tra verifiche effettuate e soggetti potenzialmente a rischio potrebbe apparire più elevato. Ciononostante, la Corte dei conti continua a ritenere insufficiente la frequenza dei controlli sostanziali rispetto alla platea complessiva dei contribuenti e invita l’amministrazione finanziaria a rafforzare ulteriormente l’attività di vigilanza.

    Cosa dice la Cassazione

    Di recente la Corte di Cassazione si è espressa proprio sul tema delle verifiche del fisco sui conti correnti. I giudici hanno stabilito che l’autorizzazione necessaria per accedere ai dati bancari non può essere un semplice atto interno, ma deve essere motivata e deve indicare con chiarezza le ragioni dell’indagine, il suo ambito e i relativi limiti. L’obiettivo è garantire maggiore trasparenza e tutelare il diritto alla riservatezza dei contribuenti, in linea con i principi affermati dalla giurisprudenza europea.

    In sostanza, la Cassazione ha precisato che, se l’autorizzazione è inesistente o gravemente carente e il contribuente ne contesta la legittimità, le prove raccolte attraverso le indagini bancarie non possono essere utilizzate. In questi casi, l’avviso di accertamento rischia di essere annullato nella parte fondata su tali elementi. Non ogni irregolarità formale comporta però l’invalidità dell’atto: la valutazione deve essere effettuata caso per caso, considerando “la concreta incidenza del vizio sull’intero procedimento”.

    Studio Cicero Associato

    Piazza L. Ariosto 25 – 95127 Catania

    Tel. (+39) 095 8367483

    Fax. (+39) 095 8737349

    Mobile (+39) 360 955503

    P.IVA 02036990873

    Contatti

    Email E-mail

    Facebook Facebook

    Skype cicerostudiolegalecatania

    Copyright 2017 Studio Cicero Associato - Note Legali - Credits - Agenzia Web Virgodesign